L’Emilia-Romagna è una regione dell’Italia settentrionale compresa tra il Po, l’Appennino e il mare Adriatico, con capoluogo Bologna. Ha una forma allungata e regolare, attraversata da ovest a est dalla via Emilia, la strada romana che ancora oggi collega in fila Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Faenza, Forlì, Cesena e Rimini. A nord si apre la pianura padana, a sud salgono le colline e i monti appenninici, a est corrono circa 130 chilometri di costa sabbiosa, la celebre Riviera Romagnola.
In questa pagina trovi la mappa interattiva dell’Emilia-Romagna di Google Maps, da esplorare per capire distanze, collegamenti e posizione delle località, insieme a una guida pratica che ho aggiornato con i dati più recenti: confini e territorio, province e città, siti UNESCO, cucina, Motor Valley, come arrivare, come muoversi e quando partire. L’obiettivo è darti tutto quello che serve per costruire un itinerario sensato, che si tratti di un weekend a Bologna, di un tour delle città d’arte o di una vacanza al mare in Romagna.
Mappa Emilia-Romagna interattiva
Sulla mappa dell’Emilia-Romagna qui sotto riconosci subito la struttura della regione: il confine settentrionale disegnato in gran parte dal corso del Po, la linea quasi retta della via Emilia e dell’autostrada A1 che unisce i capoluoghi, la fascia verde dell’Appennino lungo il crinale con Liguria, Toscana e Marche e la costa adriatica che scende dal Delta del Po fino a Cattolica. Ingrandendo la mappa compaiono anche le strade provinciali che risalgono le valli appenniniche, utili se vuoi evitare le arterie più trafficate.
Per sfruttarla al meglio ti consiglio di usare lo zoom per passare dalla visione d’insieme al dettaglio di una singola città e di attivare la vista satellite, che rende evidente la differenza tra la pianura coltivata, le lagune delle Valli di Comacchio e i boschi del crinale. Con la barra di ricerca puoi centrare direttamente una località, mentre la funzione Indicazioni calcola tempi e chilometri in auto, con i mezzi pubblici o a piedi: è comodo, per esempio, per verificare quanto dista Ravenna da Bologna prima di prenotare l’alloggio.
Informazioni sull’Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna ha una superficie di circa 22.500 chilometri quadrati ed è la sesta regione italiana per estensione. Secondo i dati dell’Ufficio di Statistica regionale, al 1° gennaio 2026 i residenti erano 4.488.162, in leggero aumento rispetto all’anno precedente: anche per popolazione è la sesta regione d’Italia. Il nome unisce due aree storiche distinte: l’Emilia, la parte occidentale e centrale che deve il nome alla via Emilia, tracciata nel 187 a.C. dal console Marco Emilio Lepido tra Rimini e Piacenza, e la Romagna, il settore sud-orientale che gravita su Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Sono due identità con storia, dialetti e cucine diverse, e viaggiando te ne accorgi subito.
Dove si trova l’Emilia-Romagna e con quali regioni confina
L’Emilia-Romagna si trova nel nord Italia (l’ISTAT la inserisce nella ripartizione Nord-est), a cavallo tra la Pianura Padana e l’Appennino settentrionale, e confina con sei regioni italiane. A nord ha la Lombardia e il Veneto, da cui è separata per lunghi tratti dal Po; a ovest il Piemonte, per un breve tratto nell’alta Val Tidone, e la Liguria; a sud la Toscana, lungo tutto il crinale appenninico, e le Marche. A est si affaccia sul mare Adriatico. L’unico Stato estero confinante è la Repubblica di San Marino, un’enclave circondata dal territorio della provincia di Rimini e da quello marchigiano della provincia di Pesaro e Urbino.
Il territorio: Appennino, pianura, fiumi e costa
Il territorio dell’Emilia-Romagna è diviso quasi a metà tra pianura e zone di collina e montagna, con un confine netto segnato dalla via Emilia. La Pianura Padana occupa tutta la fascia settentrionale ed è una delle aree agricole più produttive d’Europa. A sud il terreno sale rapidamente verso l’Appennino tosco-emiliano e l’Appennino romagnolo: la vetta più alta della regione è il Monte Cimone (2.165 metri), nel Frignano modenese, seguito dal Monte Cusna (2.121 metri) nell’Appennino reggiano; tra le cime più note c’è anche il Corno alle Scale (1.945 metri), nel Bolognese, sede di una stazione sciistica.
I fiumi scendono quasi tutti perpendicolari dall’Appennino verso il Po o verso l’Adriatico: Trebbia, Taro, Enza, Secchia, Panaro, Reno (il principale corso d’acqua regionale che non confluisce nel Po), Lamone, Savio, Rubicone e Marecchia. I laghi naturali sono piccoli e di origine glaciale, come il Lago Santo Parmense, il Lago Santo Modenese e il Lago Scaffaiolo, sul confine con la Toscana. I bacini più grandi sono artificiali e si trovano in montagna, come Suviana, Brasimone e Ridracoli, che fornisce acqua potabile a gran parte della Romagna. In pianura, verso il mare, si stendono invece le Valli di Comacchio, la grande laguna salmastra del Delta del Po. La costa è bassa e sabbiosa per tutta la sua lunghezza, senza isole se si escludono gli scanni e le barene del delta.
Province e comuni dell’Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna è divisa in nove enti di area vasta: la Città metropolitana di Bologna e le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. I comuni sono 330, un numero sceso negli ultimi anni per effetto delle numerose fusioni tra piccoli municipi, soprattutto in Appennino. Su una cartina politica noterai che le province emiliane hanno una forma allungata da nord a sud: storicamente ogni città della via Emilia controllava una porzione di pianura e la sua valle appenninica. La provincia di Rimini si è ampliata nel 2009 con l’ingresso dei comuni dell’alta Valmarecchia, tra cui San Leo e Pennabilli, e nel 2021 con Montecopiolo e Sassofeltrio, in precedenza marchigiani.
Breve storia della regione
La storia dell’Emilia-Romagna spiega bene la sua doppia identità. Dopo la romanizzazione e la costruzione della via Emilia, Ravenna divenne capitale dell’Impero romano d’Occidente, poi del regno ostrogoto di Teodorico e infine dell’Esarcato bizantino: da qui nasce il nome “Romagna”, la terra rimasta legata ai “Romani” di Bisanzio. Nel Medioevo fiorirono i liberi comuni e l’Università di Bologna, mentre nel Rinascimento il territorio si divise tra le signorie e i ducati degli Este (Ferrara, Modena e Reggio), dei Farnese (Parma e Piacenza) e lo Stato Pontificio, che controllava Bologna e la Romagna. L’annessione al Regno di Sardegna nel 1860 portò all’unità d’Italia; la Regione come ente amministrativo è operativa dal 1970.
Lingue e dialetti
In Emilia-Romagna l’italiano convive con due gruppi dialettali ben distinti, entrambi di ceppo gallo-italico. A ovest si parlano i dialetti emiliani, molto variabili da una città all’altra (piacentino, parmigiano, reggiano, modenese, bolognese, ferrarese), a est il romagnolo, diffuso da Imola a Rimini e anche a San Marino e nel Montefeltro marchigiano. Non sono lingue minoritarie tutelate dalla legge nazionale, ma la Regione ne promuove la salvaguardia con una legge regionale del 2014, e restano vivi nella toponomastica, nella cucina, nella musica e nel teatro dialettale.
Le città principali dell’Emilia-Romagna
Bologna, il capoluogo
Bologna è il capoluogo dell’Emilia-Romagna e la città più popolosa della regione, con oltre 390.000 abitanti. È conosciuta come “la dotta, la grassa e la rossa”: per l’Università fondata tradizionalmente nel 1088, considerata la più antica del mondo occidentale, per la cucina e per il colore dei mattoni del centro storico. I suoi portici, decine di chilometri di gallerie coperte, sono Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2021. Da non perdere Piazza Maggiore con la Basilica di San Petronio e la Fontana del Nettuno, l’Archiginnasio con il Teatro Anatomico, il complesso di Santo Stefano e il portico di San Luca, lungo quasi quattro chilometri e con 666 arcate, che sale al santuario sul Colle della Guardia. Le Due Torri (Asinelli e Garisenda) restano il simbolo della città, ma dal 2023 l’area è transennata per la messa in sicurezza della Garisenda, con lavori previsti almeno fino al 2028: prima di pianificare la salita sulla Torre degli Asinelli, verifica sul sito ufficiale se è stata riaperta. Bologna è anche Città Creativa UNESCO per la musica.
Parma e Modena
Parma e Modena sono le due grandi città emiliane a ovest di Bologna, ricche di arte e al centro della cosiddetta Food Valley. A Parma ti aspettano il Duomo con la cupola affrescata dal Correggio, il Battistero in marmo rosa di Benedetto Antelami, il Complesso della Pilotta con il Teatro Farnese, il Teatro Regio e il Parco Ducale; la città è stata Capitale italiana della cultura nel 2020-2021 ed è Città Creativa UNESCO per la gastronomia, patria di Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano. A Modena, il Duomo romanico con la Torre Ghirlandina e Piazza Grande è sito UNESCO dal 1997; in città trovi anche il Museo Enzo Ferrari e le acetaie dell’Aceto Balsamico Tradizionale, mentre a pochi chilometri, a Maranello, c’è il Museo Ferrari.
Reggio Emilia e Piacenza
Reggio Emilia è la città del Tricolore: qui, il 7 gennaio 1797, fu adottata per la prima volta la bandiera bianca, rossa e verde, come ricorda la Sala del Tricolore nel Municipio. Vale una visita il centro raccolto attorno a Piazza Prampolini e Piazza San Prospero, così come la Basilica della Ghiara; la stazione AV Mediopadana, progettata da Santiago Calatrava, è un buon punto d’arrivo in treno. Piacenza, all’estremità occidentale della via Emilia, conserva il Palazzo Gotico e le statue equestri dei Farnese in Piazza Cavalli, il Duomo romanico, i Musei di Palazzo Farnese e la Galleria Ricci Oddi, dove è esposto un ritratto femminile di Gustav Klimt. Il territorio piacentino è noto per i salumi DOP e per i vini dei Colli Piacentini, come il Gutturnio.
Ravenna e Ferrara
Ravenna e Ferrara sono le due grandi città d’arte del versante orientale, entrambe Patrimonio UNESCO. Ravenna conserva otto monumenti paleocristiani e bizantini celebri per i loro mosaici, tra cui la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, Sant’Apollinare Nuovo e Sant’Apollinare in Classe, oltre alla Tomba di Dante, che qui morì nel 1321. Ferrara è la città degli Este: il Castello Estense circondato dal fossato, la Cattedrale di San Giorgio, Palazzo dei Diamanti, Palazzo Schifanoia con il Salone dei Mesi e l’Addizione Erculea di Biagio Rossetti, uno dei primi esempi di urbanistica moderna in Europa, il tutto racchiuso da circa nove chilometri di mura percorribili a piedi e in bicicletta.
Forlì, Cesena, Faenza e Imola
Le città romagnole dell’entroterra sono spesso trascurate, ma meritano una sosta lungo la via Emilia. A Cesena si trova la Biblioteca Malatestiana, prima biblioteca civica d’Europa e iscritta nel registro UNESCO Memoria del Mondo; Forlì è nota per le grandi mostre ai Musei San Domenico e per l’Abbazia di San Mercuriale. Faenza è la capitale della ceramica, tanto da aver dato il nome alla “faïence”, e ospita il Museo Internazionale delle Ceramiche; Imola, in provincia di Bologna ma già romagnola per cultura, ha la Rocca Sforzesca e l’autodromo Enzo e Dino Ferrari.
Rimini e la Riviera Romagnola
Rimini è la capitale del turismo balneare dell’Adriatico e il centro più grande della Romagna costiera. Oltre alla lunga spiaggia attrezzata, ha un nucleo antico notevole con l’Arco d’Augusto, il Ponte di Tiberio, la Domus del Chirurgo, il Tempio Malatestiano rinnovato da Leon Battista Alberti e il Fellini Museum, dedicato al regista nato in città. Lungo la Riviera Romagnola trovi Riccione, Cattolica e Bellaria-Igea Marina; più a nord Cesenatico, con il porto canale rilevato da Leonardo da Vinci nel 1502 e il Museo della Marineria, Cervia con le saline e la pineta di Milano Marittima, i lidi di Ravenna e i sette Lidi di Comacchio, fino a Comacchio con i suoi canali e il Trepponti.
Cosa vedere in Emilia-Romagna
I siti UNESCO dell’Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna conta sei siti Patrimonio Mondiale UNESCO, in parte condivisi con altre regioni: Ferrara, città del Rinascimento, e il suo Delta del Po (1995, esteso nel 1999); i monumenti paleocristiani di Ravenna (1996); la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande di Modena (1997); le antiche faggete primordiali, di cui fa parte la Riserva integrale di Sasso Fratino nelle Foreste Casentinesi (2017); i portici di Bologna (2021); il carsismo e le grotte evaporitiche dell’Appennino settentrionale (2023), che comprendono tra gli altri i Gessi Bolognesi, la Vena del Gesso Romagnola e l’Alta Valle Secchia. A questi si aggiungono le Riserve della Biosfera MAB del Delta del Po, dell’Appennino Tosco-Emiliano e del Po Grande, e le Città Creative UNESCO di Bologna, Parma e Modena.
Parchi naturali e Appennino
I parchi dell’Emilia-Romagna proteggono paesaggi molto diversi, dalle foreste di crinale alle lagune costiere. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, condiviso con la Toscana, tutela alcune delle faggete più antiche d’Europa; il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano copre il crinale tra le province di Parma e Reggio Emilia e la Toscana, con la Pietra di Bismantova come immagine simbolo. Sulla costa il Parco del Delta del Po è un paradiso per il birdwatching, con fenicotteri, aironi e cavalieri d’Italia nelle saline di Comacchio e nelle valli, e comprende il Bosco della Mesola e l’Abbazia di Pomposa. Tra i parchi regionali meritano una visita la Vena del Gesso Romagnola, i Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, il Corno alle Scale, l’Alto Appennino Modenese e il Parco storico di Monte Sole, luogo della memoria dell’eccidio di Marzabotto.
Borghi e castelli
L’Emilia-Romagna ha una rete fittissima di borghi medievali e castelli, spesso legati alle grandi casate del passato. Tra i borghi ti segnalo Brisighella con la Via degli Asini e la Rocca, Dozza con i muri dipinti e l’Enoteca regionale nella Rocca, Castell’Arquato e Vigoleno nel Piacentino, Bobbio con il Ponte Gobbo e l’Abbazia di San Colombano, San Leo arroccata sulla sua rupe, Verucchio e Santarcangelo di Romagna nell’entroterra riminese. Tra i castelli spiccano il Castello di Torrechiara, la Rocca Sanvitale di Fontanellato, la Rocca di Vignola e i ruderi del Castello di Canossa, legato a Matilde di Canossa. La famosa Rocca di Gradara, spesso associata alla Romagna, si trova invece appena oltre il confine, nelle Marche.
Cucina e prodotti tipici
L’Emilia-Romagna è la regione europea con il maggior numero di prodotti DOP e IGP: 45 denominazioni alimentari, senza contare i vini, dopo il recente riconoscimento dell’Erbazzone reggiano IGP. Le eccellenze più note sono il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, il Culatello di Zibello, la Mortadella Bologna, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, la Piadina Romagnola e lo Squacquerone di Romagna. A tavola la pasta fresca all’uovo è protagonista: tortellini in brodo, tagliatelle al ragù, lasagne verdi, tortelli d’erbetta, cappelletti e passatelli in Romagna; da provare anche gnocco fritto, tigelle e crescentine. Tra i vini spiccano il Lambrusco, il Sangiovese di Romagna, l’Albana di Romagna, primo vino bianco italiano a ottenere la DOCG, il Pignoletto dei Colli Bolognesi e il Gutturnio dei Colli Piacentini.
La Motor Valley
La Motor Valley è il distretto dei motori che si estende tra Modena, Bologna e la Romagna, con una concentrazione di marchi unica al mondo: Ferrari a Maranello, Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, Maserati a Modena, Pagani a San Cesario sul Panaro, Ducati a Borgo Panigale e Dallara a Varano de’ Melegari. Quasi tutti hanno un museo aperto al pubblico.
Gli appassionati trovano due circuiti di livello internazionale: l’Autodromo di Imola, che ha ospitato la Formula 1 fino al 2025 e dal 2026 non è più in calendario, ma resta sede di gare di primo piano come la 6 Ore di Imola del Mondiale Endurance, e il Misano World Circuit Marco Simoncelli, dove si corre il Gran Premio di MotoGP di San Marino e della Riviera di Rimini.
Terme e parchi divertimento
L’Emilia-Romagna è ricca di località termali, distribuite soprattutto sulle prime colline: Salsomaggiore Terme e Tabiano nel Parmense, Porretta nell’Appennino bolognese, Castel San Pietro Terme, Riolo Terme, Castrocaro Terme e Bagno di Romagna. Sulla costa, invece, si concentrano i principali parchi divertimento della regione, ideali per chi viaggia con bambini: Mirabilandia vicino a Ravenna, Italia in Miniatura e Fiabilandia a Rimini, Oltremare e Aquafan a Riccione. Da Rimini si raggiunge facilmente anche San Marino, con il centro storico e il Monte Titano, anch’essi Patrimonio UNESCO.
Cammini e ciclovie
Chi ama viaggiare lentamente trova in Emilia-Romagna alcuni dei cammini più frequentati d’Italia. La Via degli Dei collega Bologna a Firenze in circa cinque o sei tappe attraverso l’Appennino, la Via Francigena attraversa il Piacentino e il Parmense fino al Passo della Cisa, mentre il Cammino di Dante unisce Ravenna e Firenze. In bicicletta la pianura è un terreno ideale: la Ciclovia del Sole, tratto italiano dell’itinerario europeo EuroVelo 7, corre su una ex ferrovia tra Mirandola e Osteria Nuova, la Destra Po segue l’argine del fiume fino al delta e le mura di Ferrara offrono un anello cittadino panoramico.
Come arrivare e come muoversi in Emilia-Romagna
Raggiungere l’Emilia-Romagna è semplice perché la regione è il principale nodo di transito tra nord e centro-sud Italia. Il principale scalo è l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, collegato alla stazione centrale in pochi minuti dalla monorotaia Marconi Express.
Per la costa è comodo il Federico Fellini di Rimini, mentre gli aeroporti di Parma (Giuseppe Verdi) e Forlì (Luigi Ridolfi) hanno ampliato l’offerta di voli low cost dal 2026, dopo che la Regione ha abolito l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco nei tre scali minori. In alternativa puoi atterrare a Milano, Verona, Pisa o Firenze e proseguire in treno.
In treno la linea alta velocità Milano-Bologna-Firenze-Roma fa di Bologna Centrale uno dei nodi ferroviari più importanti d’Italia: Milano dista circa un’ora e Firenze poco più di mezz’ora. Sulla rete AV ci sono anche la stazione Mediopadana di Reggio Emilia e le fermate di Parma e Piacenza. La linea adriatica collega Bologna a Imola, Faenza, Forlì, Cesena, Rimini e Cattolica, mentre i treni regionali servono bene tutta la via Emilia, Ferrara e Ravenna; nelle valli appenniniche il servizio è più limitato e l’auto resta la soluzione più pratica.
In auto l’asse principale è l’autostrada A1 Milano-Napoli, che tocca Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna e supera l’Appennino con la Variante di Valico verso Firenze. Da Bologna l’A14 scende verso la costa fino a Rimini e prosegue lungo l’Adriatico; l’A13 sale verso Ferrara e Padova, l’A22 parte da Modena verso Verona e il Brennero, l’A15 collega Parma a La Spezia e l’A21 passa da Piacenza tra Torino e Brescia. Tra le strade statali contano la SS9 Via Emilia, la Romea (SS309) lungo la costa tra Ravenna e il Veneto e la E45 da Ravenna verso l’Umbria; per l’Appennino ci sono i passi storici come la Porrettana, la Futa, il Passo del Muraglione e il Passo della Cisa.
Quando andare in Emilia-Romagna e che clima trovi
Il periodo migliore per visitare l’Emilia-Romagna sono la primavera e l’inizio dell’autunno, quando le temperature sono gradevoli e le città d’arte meno affollate. Il clima della pianura ha caratteri continentali: inverni freddi e umidi con nebbia frequente, estati calde e afose, con punte che a luglio e agosto superano spesso i 33 gradi. Sulla costa il caldo è mitigato dalla brezza, mentre in Appennino le temperature restano fresche anche d’estate. Negli ultimi anni la regione è stata colpita da eventi meteorologici estremi, come le alluvioni del maggio 2023 in Romagna: nei periodi di piogge intense ti consiglio di consultare il portale regionale Allerta Meteo Emilia-Romagna prima di metterti in viaggio.
Se il tuo obiettivo è il mare, la stagione balneare va da fine maggio a settembre, con il massimo affollamento in agosto: a Rimini, Riccione, Cesenatico e Cervia conviene prenotare con anticipo. Per lo sci le principali stazioni appenniniche sono il Cimone, il Corno alle Scale e Cerreto Laghi, aperte di norma tra dicembre e marzo con innevamento variabile. L’autunno è la stagione ideale per il turismo enogastronomico, tra vendemmia, sagre del tartufo e della castagna e visite ai caseifici del Parmigiano Reggiano.
Cartina dell’Emilia-Romagna
Una buona cartina geografica dell’Emilia-Romagna ti fa capire in pochi secondi cose che sullo schermo del telefono sfuggono. La cartina fisica mostra il contrasto netto tra la pianura a nord della via Emilia e il crinale appenninico a sud, con i fiumi che scendono paralleli verso il Po e l’Adriatico: è lo strumento giusto per scegliere un itinerario di montagna o per capire dove finiscono le colline emiliane e dove iniziano quelle romagnole.
La cartina politica serve invece a visualizzare i confini delle nove province e la posizione dei capoluoghi, mentre la cartina stradale è la più utile in viaggio: mostra A1, A14, A13, A22, A15 e la rete delle statali, comprese le strade di valico appenniniche che le app tendono a scartare ma che spesso sono le più belle da percorrere. Le trovi negli atlanti stradali, negli uffici di informazione turistica e nelle versioni PDF scaricabili dai siti di molti enti locali; su questa pagina puoi partire dalla mappa interattiva e affiancarle una cartina cartacea per la pianificazione d’insieme.
Emilia-Romagna mappa ViaMichelin
Se vuoi calcolare il tuo itinerario stradale con pedaggi, distanze e tempi di percorrenza, apri la mappa interattiva dell’Emilia-Romagna su ViaMichelin.

Mappe delle città dell’Emilia-Romagna
Se cerchi la mappa di una singola città, parti dal capoluogo Bologna oppure apri le pagine di Parma, Rimini, Modena, Ravenna e Ferrara: in ognuna trovi la mappa interattiva della città e una guida a cosa vedere.
Regioni confinanti
Dall’Emilia-Romagna si passa facilmente alla Lombardia, al Veneto, al Piemonte, alla Liguria, alla Toscana e alle Marche: ogni regione ha la sua mappa interattiva. La mappa dell’Italia ti offre invece il quadro completo del Paese.